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La gestione delle acque tra etica ed efficienza

 

CONVEGNO SULLA “GESTIONE DELLE ACQUE TRA ETICA ED EFFICIENZA”

Latina, Facoltà di Ingegneria, 28/11/2018

“La rivoluzione della Laudato si’ nell’etica ambientale”

 

La Laudato si’ è la prima Enciclica dedicata interamente ai temi ambientali e, come dice il Papa, ha comportato “una riflessione insieme gioiosa e drammatica”(par. 246). La sua è la gioia di chi crede nella necessità di un cambiamento radicale verso una nuova umanità, a fronte di una drammatica situazione dell’Ambiente naturale, che richiede un’approfondita ed obiettiva presa di coscienza sulla realtà della nostra Casa Comune, cioè la Terra con il suo Creato.

La Laudato si’ è rivolta a credenti e non credenti; pone al centro l’uomo e l’ambiente e sostiene i princìpi di solidarietà, sussidiarietà e bene comune. L’Enciclica, da più parti definita epocale, affronta una serie di argomenti sulle problematiche non risolte dell’attuale situazione di degrado ambientale, quali:

- l’inquinamento, i rifiuti, il riscaldamento globale ed i cambiamenti climatici (20-26);

- la questione dell’acqua e l’impossibilità di sostenere l’attuale livello dei consumi dei Paesi più sviluppati (27-31);

- la perdita della biodiversità e la considerazione che l’uomo non ha il diritto di negare, all’attuale ed alle prossime generazioni, l’esistenza di migliaia di specie animali e vegetali(32-42);

- il deterioramento della qualità della vita umana e la degradazione sociale (43-47);

- l’inequità planetaria, con il degrado contestuale dell’ambiente umano e dell’ambiente naturale (48-52).

Per questi argomenti, l’Enciclica non solo si sofferma sulle attuali situazioni di grave degrado ambientale, ma propone alcune linee di orientamento e di azione (163 al 201), che ci aiutino ad uscire da prospettive rovinose verso cui ci stiamo avviando. In particolare, Papa Francesco indica il cammino dell’ecologia integrale e della sostenibilità ambientale per elaborare risposte innovative e per correggere le disfunzioni e distorsioni del modello di sviluppo attuale; bisogna infatti indirizzare l’intelligenza e la creatività “per trovare forme di sviluppo sostenibile ed equo, nel quadro di una concezione più ampia della qualità della vita (192), che ci aiuti a condividere un pensiero ed uno stile di vita orientati verso la “cittadinanza ecologica” (111), che si contrapponga all’avanzare del modello tecnocratico”.

La pubblicazione dell’Enciclica non ha riscosso un consenso generale e acritico su tutte le sue affermazioni, ma ha rappresentato e rappresenta un punto di vista imprescindibile nel dibattito internazionale sulla questione ecologica.

L’ispirazione per la Laudato Si’, al Papa, non è venuta per caso o perché era un argomento di attualità. L’idea trae origine dal Santo che porta il suo nome, Francesco di Assisi, da cui il Papa argentino fa derivare un disegno programmatico che lo impegna per tutto il suo magistero. Dice infatti il Papa all’inizio della Laudato Si’: (10) “Ho preso il suo nome (da San Francesco) come guida e come ispirazione nel momento della mia elezione a Vescovo di Roma. Credo che S. Francesco sia l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità. È il santo patrono di tutti quelli che studiano e lavorano nel campo dell’ecologia, amato anche da molti che non sono cristiani. Egli manifestò un’attenzione particolare verso la creazione di Dio e verso i più poveri e abbandonati. Amava ed era amato per la sua gioia, la sua dedizione generosa, il suo cuore universale. Era un mistico e un pellegrino che viveva con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso. In lui si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore.

Il Papa, dunque, fin dal momento della sua elezione aveva ben chiaro il cammino da intraprendere e con la Laudato Si’ ha lanciato un forte grido di allarme per mettere in guardia dallo sfruttamento sconsiderato delle risorse, dall’egoismo delle società consumistiche che stentano a cambiare i propri stili di vita, da una politica miope che mira a conseguire risultati immediati, anziché formulare programmi più impegnativi a medio e lungo termine.

L’Enciclica ricorda che la cura del creato è impegno di tutti e sottolinea, in maniera ardita se non rivoluzionaria, lo stretto legame che l’ecologia integrale comporta tra i problemi ambientali e quelli sociali: infatti al par. 49 afferma:

“Oggi non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri..”

Fino a pochi anni fa agli ambientalisti non interessavano i problemi sociali, mentre per le organizzazioni sociali l’ambiente costituiva un problema secondario.

Con la Laudato si’ la problematica sociale si sposta al centro del discorso ambientale, in quanto, da un punto di vista etico-morale, non ha senso impegnarsi a fondo per l’ambiente che ci circonda, senza fare altrettanto per migliorare le condizioni delle persone che vivono in tale ambiente.

La crisi ambientale e quella sociale vanno collegate ad un nuovo modello di giustizia che deve richiamare i popoli alla responsabilità etica verso i bisognosi, verso la natura e verso le future generazioni.

Non si è ancora riusciti (22) ad adottare un modello di economia circolare di produzione, che da una parte assicuri risorse non solo per l’attuale generazione ma anche per quelle future, e dall’altra limiti al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili, moderi i consumi, massimizzi l’efficienza, riutilizzi e ricicli gli scarti e gli sprechi consumistici. Affrontare seriamente tale questione sarebbe un modo di contrastare la cultura dello scarto che finisce per danneggiare il pianeta intero.

 

L’illustrazione, anche breve, dell’Enciclica Laudato Si’ - il cui testo comprende 6 capitoli, 246 paragrafi per complessive 233 pagine nel libro della S.Paolo Edizioni - richiederebbe molto più tempo di quello che ho a disposizione; per cui mi limiterò a rimanere all’interno dell’argomento dell’acqua, che è il tema conduttore di questo Convegno.

Nell’Enciclica il problema dell’acqua è inquadrato nell’àmbito dell’esaurimento delle risorse naturali. E’ nota l’impossibilità di sostenere l’attuale livello di consumismo dei Paesi più sviluppati e dei settori più ricchi delle società, dove l’abitudine allo spreco raggiunge livelli sconcertanti.

Il Pontefice afferma a chiare lettere che l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani”. Privare i poveri dell’accesso all’acqua significa negare “il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità”.

Si rende indispensabile, per Papa Francesco, che gli Organismi Internazionali riconosciuti propongano a tutti gli Stati l’attuazione di programmi che portino a realizzare un’agricoltura sostenibile e diversificata, a sviluppare forme rinnovabili e poco inquinanti di energia, a incentivare una maggiore efficienza energetica, a promuovere una gestione più adeguata delle risorse forestali e marine, ad assicurare a tutti l’accesso all’acqua potabile”. “Lo stesso ingegno utilizzato per favorire un enorme sviluppo tecnologico – aggiunge il Pontefice – , non riesce a trovare forme efficaci di risoluzione delle gravi difficoltà ambientali e sociali”. Secondo il Santo Padre, infatti, anche “i Vertici mondiali sull’ambiente degli ultimi anni non hanno risposto alle aspettative perché, per mancanza di decisione politica, non hanno raggiunto accordi ambientali globali realmente significativi ed efficaci”.

L’acqua potabile e pulita rappresenta una questione di primaria importanza, perché è indispensabile per la vita umana e per sostenere gli ecosistemi terrestri e acquatici. Le fonti di acqua dolce riforniscono i settori sanitari, agropastorali e industriali. La disponibilità di acqua nel mondo è rimasta relativamente costante per lungo tempo, ma ora in molti luoghi la domanda supera l’offerta sostenibile, con gravi conseguenze a breve e lungo termine. La povertà di acqua pubblica si ha specialmente in Africa, dove grandi settori della popolazione non accedono all’acqua potabile sicura, o subiscono gli effetti della siccità che rendono difficile la produzione di cibo.

Un problema particolarmente serio è quello della qualità dell’acqua disponibile per i poveri, che provoca molte morti ogni giorno. Fra loro sono frequenti le malattie legate all’acqua, incluse quelle causate da microorganismi e da sostanze chimiche. La dissenteria e il colera, dovuti a servizi igienici e riserve di acqua inadeguati, sono un fattore significativo di sofferenza e di mortalità infantile. Le falde acquifere in molti luoghi sono minacciate dall’inquinamento che producono alcune attività estrattive, agricole e industriali, soprattutto in Paesi dove mancano regolamentazioni e controlli sufficienti. Al riguardo, va detto che l’inquinamento delle acque non è causato solo dai rifiuti delle fabbriche, ma anche dai prodotti chimici e dai  detergenti che la popolazione utilizza in molti luoghi del mondo e che continuano a riversarsi direttamente in discariche, fiumi e mari.

Mentre la qualità dell’acqua disponibile peggiora costantemente, in alcuni luoghi avanza la tendenza a privatizzare questa risorsa scarsa, trasformata in merce soggetta alle leggi del mercato. I Paesi ricchi hanno un grande debito sociale verso i poveri che non hanno accesso all’acqua potabile; in realtà, negli ultimi tempi sono stati dati cospicui contributi economici per fornire acqua pulita e servizi di depurazione tra le popolazioni più povere: però si riscontra, oltre all’insufficienza di tali aiuti, anche il perdurare di un grave spreco di acqua non solo nei Paesi sviluppati, ma anche in quelli in via di sviluppo. Ciò evidenzia che il problema dell’acqua è anche una questione educativa e culturale, perché non vi è consapevolezza della gravità di tali comportamenti in un contesto di gravi discriminazioni sociali.

Una maggiore scarsità di acqua provocherà in futuro l’aumento del costo degli alimenti e di vari prodotti che dipendono dal suo uso. Alcuni studi hanno avvertono il rischio di un’acuta scarsità di acqua, se non si agisce con urgenza: le conseguenze potrebbero colpire miliardi di persone , per cui è realistico prevedere che il controllo dell’acqua si trasformi in una delle principali fonti di conflitto di questo secolo.

Mi avvio alla conclusione, esortando ciascuno di noi ad impegnarsi per dare un contributo, anche piccolo, alla salvaguardia dell’ambiente, seguendo alcuni princìpi di etica, che prevedono la modifica, sia pur modesta, di alcuni stili di vita; in particolare viene richiesto: di ridurre al massimo i sacchetti di plastica per la spesa ed usare buste di cotone; di incrementare il consumo di prodotti locali, perché il trasporto di merci da aree lontane fa aumentare il consumo di combustibile e l'effetto serra; di abbassare la temperatura dell’impianto di riscaldamento all’interno delle abitazioni, per inquinare di meno; di usare meglio gli elettrodomestici, spegnendo pc e televisore, perché i led dello "stand-by" consumano elettricità inutilmente; di prendere più sole utilizzando i pannelli fotovoltaici, che producono energia pulita e contribuiscono a ridurre il riscaldamento globale; di ridurre, quanto possibile, l’uso dell’automobile, con conseguente diminuzione dell’effetto serra; di usare pannolini eco-compatibili, perché la biodegradazione di quelli "tradizionali" richiede alcuni secoli; di preferire i cibi in contenitori di vetro rispetto a quelli di alluminio, la cui produzione  richiede un più elevato consumo energetico; di ridurre l’uso della carta, utilizzando la tecnologia digitale; di lavarsi i denti e tenere il getto d’acqua aperto solo per il risciacquo; di ridurre il tempo della doccia: ogni minuto in meno fa risparmiare circa 13 litri d’acqua; di usare le lampadine a led che consentono un notevole risparmio energetico; di evitare l’uso e getta delle pile, utilizzando quelle ricaricabili; di fare la raccolta differenziata, dando un contributo importante alla sostenibilità ambientale.

Tornando a S. Francesco, per finire, c’è una frase a lui attribuita, che mi sembra la conclusione ideale per questa breve relazione sull’Enciclica Laudato si’: ”Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile; e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.

UCID Sez. Provinciale di LATINA

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